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Non usiamo olio di palma

Il Ristorante L’Aragosta, ha scelto di NON USARE OLIO DI PALMA nei suoi prodotti promuovendo una cultura PALM OIL FREE.
Viene utilizzato SOLO olio extravergine di oliva, escludendo l’olio di palma dalla produzione dei cibi che, per le sue caratteristiche di lavorabilità, di gusto (è insapore) e di prezzo (molto basso), rappresenta l’alternativa più utilizzata all’olio di oliva e ad altri oli insaturi.

Ma cos’è l’olio di palma? E quali sono le sue caratteristiche?

“L’olio di palma è un olio che può essere composto anche fino al 50% da grassi saturi e fino all’80% nel caso del suo derivato olio di palmisto, spesso utilizzato a livello industriale per la frittura.

L’elevato contenuto di grassi saturi rende semi-solido a temperatura ambiente, sia l’olio di palma che l’olio di palmisto: questo è il motivo per cui vengono largamente impiegati nell’industria alimentare, in molti prodotti industriali confezionati, sia dolci che salati, tra i quali è possibile individuare diversi tipi di alimenti da forno, come crackers e grissini, ma anche merendine di vario genere e biscotti, creme, farciture dolci, alcune delle creme spalmabili più diffuse ed alcuni tipi di margarina, oltre che alcune basi pronte fresche o surgelate per la preparazione di torte salate, pizze e focacce e differenti tipologie di pietanze precotte o prefritte.

La vecchia normativa sull’etichettatura alimentare non imponeva fino ad oggi, di specificare il tipo di grasso alimentare, per cui spesso non lo troviamo indicato come ingrediente ma nascosto sotto la generica dicitura “oli o grassi vegetali”. Secondo il recente Regolamento UE 1169/2011sulle informazioni sugli alimenti ai consumatori, in etichetta sarà obbligatorio specificare che tipo di grasso vegetale è presente (olio di palma, di cocco o di palmisti o altri).”

“Un elevato contenuto di grassi saturi  nella dieta  è ritenuto responsabile dell’aumento dei livelli del colesterolo LDL (colesterolo cattivo), che rappresenta un importante fattore di rischio nello sviluppo di  patologie cardiovascolari  e aterosclerotiche  (1-4).” Inoltre, recenti studi scientifici hanno evidenziato che una dieta ricca di saturi  è implicata anche nello sviluppo di altre importanti patologie,  quali diabete mellito e alcuni tipi tumori (del colon, mammella), mentre una dieta ricca di grassi monoinsaturi (olio di oliva) e polinsaturi omega-3 (contenuti maggiormente nel pesce e nelle noci) svolge un ruolo protettivo (5-10).La coltivazione di palme da olio, inoltre, costituisce, in molti casi, una minaccia dal punto di vista ambientale, sottraendo terreno a foreste dal valore inestimabile, comprese antiche foreste pluviali caratterizzate dalla presenza di ecosistemi irripetibili al mondo che da millenni producono ossigeno necessario alla sopravvivenza di ogni forma di vita, compresa la nostra (11).

Nonostante lo sviluppo crescente di piantagioni di palme da olio gestite in maniera sostenibile, la logica industriale prevale privando numerose specie vegetali ed animali del proprio habitat naturale e compromettendo la biodiversità.